La Chiesetta di San Sebastiano

È la Chiesa che insieme a San Pietro Martire fu abbattuta per migliorare, almeno nelle intenzioni, la viabilità del paese.

Sorgeva a metà della via omonima, all’incrocio con via Sottopiantati , e al riguardo è interessante riportare quello che scrisse Don Gatti: “tutti sanno a Grana che il paese è formato come una grande X. Al centro la Chiesa Parrocchiale e le quattro vie dedicate a S. Antonio, S. Rocco, S. Stefano e S. Sebastiano. In ogni via c’era una cappelletta dedicata al Santo”.

Di San Sebastiano si sa che fu uno stimato ufficiale della guardia pretoriana di Diocleziano. Per lungo tempo restò segreta la notizia che fosse cristiano e lui si prodigò nella difesa di quanti erano perseguitati a causa della loro fede, fino a quando la verità emerse e fu condannato a morte per mano degli arcieri ed è per questo che il Santo viene raffigurato trafitto di frecce.

La prima visita pastorale nella cui relazione si parla della Chiesa di San Sebastiano risale al 1696 e al riguardo è scritto: “prope locum”, cioè “vicino al paese” e questo sta a significare che si trovava in aperta campagna, seppure non distante dalle ultime case della via in cui era situata. Dalla stessa visita pastorale emerge anche che la Chiesa “spectat ad Comunitatem”, cioè “a carico della Comunità”.
Una vecchia foto della chiesa di S. Sebastiano
La poesia di Nino Oddone dedicata a S. Sebastiano