Il Presepe "Nino Di Muzio"

Il presepe di Grana porta il nome del suo creatore Potito "Nino" Di Muzio e testimonia la grande passione di chi lo ha voluto e realizzato in tanti anni di lavoro. Nino è scomparso nell'autunno del 2019 e la sua opera è stata pertanto lasciata in eredità al figlio Cristiano, il quale, insieme ad un gruppo di amici, ha fondato questa associazione, che tutela e promuove ciò che Nino ha realizzato. Smessa la sua attività di saldatore, Nino si è dedicato da subito al sociale, anche come volontario della Proloco, ed è stato membro della corale di Grana. Nel contempo è nata però anche la sua passione per il presepe e, avendo avuto a disposizione dal Diacono i locali seminterrati e dismessi della Parrocchia, ha pian piano fatto nascere e crescere in dimensione, quantità delle statue e qualità della realizzazione quello che oggi è patrimonio dell'intera comunità di Grana.
Il presepe è presentato in quattro “quadri” nettamente separati che ripercorrono idealmente la storia della Salvezza: la Profezia, l’Attesa, l’Annuncio e la Nascita.
Si tratta di un presepe permanente che occupa una superficie complessiva di circa 100 metri quadri e vede l’impiego di poco meno di 330 statue.
Di assoluto rilievo sono i numerosi giochi d’acqua e di luci, con la sala principale, quella che ospita la capanna con il Bambino Gesù, che vede l’alternarsi del giorno e della notte (con tanto di stelle e cometa) e le fasi intermedie di alba e tramonto.
Nella foto in testa è visibile l'ingresso del presepe e un vecchio ritaglio di giornale con il presepe e il suo creatore Nino Di Muzio, mentre nel seguito è riportato il saluto della Comunità granese rivolto dal Diacono Franco Gaudenzi al termine delle esequie di Nino:

Carissimo Nino,
Con oggi per te si conclude un Cammino di gioie, speranze e, perché no, anche di difficoltà vissute all’ombra del nostro campanile. Un cammino iniziato 28 anni or sono quando con Anna hai voluto anche tu essere “Un Granese”, lasciando quella città, Torino, che ti ha visto lavoratore, per trasferirti in questo nostro amato Paese. Un paese che oggi è qui convenuto per salutarti e accogliere il tuo saluto prima del tuo commiato da noi, o, meglio, prima del Tuo arrivederci.
Il tuo infatti, non può che essere che un arrivederci poiché da subito hai voluto essere uno di noi. Ti sei inserito nella vita di questa Comunità con slancio, capacità e dedizione, sempre partecipe di tutte le iniziative sia religiose che ludiche o sociali, una partecipazione sempre vissuta con generosità e con il sorriso.
In questo contesto di vita stava però maturando un sogno, un sogno che, sfidando anche forse l’ironia di “qualcuno”, in seguito è divenuto realtà, una realtà che ha varcato anche i confini del nostro territorio con la realizzazione del grande Presepe e che tu, prima della tua dipartita, hai voluto consegnare e affidare in mani sicure.
Con la rappresentazione di quest’Opera, poiché tale la si può definire, tu ci hai ricordato e ci ricordi quanto sia importante vivere nella semplicità la quotidianità della vita, quella stessa semplicità dei pastori in cammino verso la grotta di Betlemme.
Carissimo Nino, penso di interpretare i sentimenti della nostra gente nel rinnovarti il nostro grazie per quello che sei stato, per quello che ci hai insegnato e per aver voluto essere uno di noi. Scusa se non ti abbiamo però sempre compreso.
Un abbraccio e un ciao da tutti noi.
Buon viaggio “Uomo del Presepe”.