La Chiesetta di San Pietro Martire

È, insieme a San Sebastiano, una delle due chiese che fu abbattuta per cedere il passo al progresso e lasciare spazio al movimento stradale, sia agricolo che urbano. 

Sorgeva ai margini di Corso Garibaldi dove confluiscono via del Recinto e via Stefano Varvello. Come dice il nome, il Santo a cui era dedicata è stato un frate domenicano morto martire il 6 aprile del 1252 sulla strada che conduce da Como a Milano. 

Nato a Verona sul finire del XII secolo in una famiglia eretica, fin da piccolo si mise contro i suoi genitori per la fede che stava maturando in lui. Entrò nell’Ordine Domenicano e fu grande predicatore contro gli eretici e nel 1251 fu nominato inquisitore per le città di Como e Milano.

Nella Chiesa si trovava una interessante tela di Giorgio Alberini raffigurante la Madonna col Bambino, ritratta tra San Pietro Martire e Sant’Antonio Abate che tiene al guinzaglio il diavolo, trasportata a seguito della sua demolizione nel museo parrocchiale. La tela fu restaurata e durante i lavori comparve una dedica scritta in latino che recita: "EX DEVOTIONE HEREDEM NOBILIS ALBERTI GAVATIAE MDCVIII" -“per devozione degli eredi del nobile Alberto Gavazza – 1608”

Una vecchia foto della Chiesa di S. Pietro Martire
La poesia di Nino Oddone per S. Pietro Martire